Posted via web from ideeali
mercoledì 18 novembre 2009
lunedì 16 novembre 2009
domenica 15 novembre 2009
Crocifisso: quello che gli evangelici non sono riusciti a dire di Paolo Naso
Crocifisso: quello che gli evangelici non sono riusciti a dire
di Paolo Naso Un coro pressoché unanime di scandalo e sconcerto ha accolto la sentenza della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo secondo cui l'esposizione del crocifisso nelle aule della scuola pubblica costituisce “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni”.
Che la sentenza avrebbe fatto discutere era nell'ordine delle cose: quello che stupisce e preoccupa, però, sono stati i toni esasperati e radicalizzati che hanno impedito a chi invece ha apprezzato la sentenza di spiegare le ragioni e il senso della sua opinione. Con un linguaggio molto vigoroso e diretto le gerarchie cattoliche hanno invocato una “reazione generalizzata” (cardinale Bertone) ad una sentenza “surreale” figlia della cultura “laicista” dilagante in Europa (cardinale Bagnasco); sino all'appello diretto ai “credenti” a “non dormire e ad alzare la voce” lanciato da un personalità solitamente moderata come il cardinale Kasper.
In questa occasione, insomma, le gerarchie cattoliche hanno rinunciato ai loro toni classicamente felpati per adottare il linguaggio popolare ed estremo di certa cultura politica che in generale criticano.
Quanto ai politici il quadro è ancora più preoccupante perché sarebbe a loro – a tutti loro, sia di quelli schierati a destra che di quelli schierati a sinistra – che corre l'obbligo di rispettare le istituzioni nazionali ed europee e di promuovere una coscienza civica attenta al principio di laicità ed ai diritti inderogabili delle minoranze. Attesa delusa: con qualche prevedibile eccezione dal PD del neoeletto Bersani alla Nuova Destra dell'ex governatore del Lazio Storace è stato un unico peana celebrativo del crocifisso come simbolo dell'unità nazionale, delle italiche tradizioni e quindi – paradossalmente - del valore della mitezza e del dono di sé.
Prudenti anche gli ebrei (“Da un punto di vista teorico ritengo che gli edifici pubblici come casa di tutti non debbano avere simboli di una fede specifica; tuttavia mi rendo conto che l'applicazione rigorosa di questo principio in Italia potrebbe offendere sensibilità e storie radicate” ha affermato il rabbino capo di Roma, Di Segni) e molto perplessi i musulmani preoccupati di trovarsi impelagati in una “guerra al crocefisso”. Dal Parlamento europeo, in evidente imbarazzo, giunge oggi la proposta di aggiungere altri simboli al crocifisso: suggestione creativa ma più tesa a legittimare il crocifisso senza troppi clamori che ad aggiungere la mezzaluna o menorah sulle pareti scolastiche.
Gli evangelici si sono così ritrovati pressoché soli ad apprezzare la sentenza, non di rado accomunati e intenzionalmente confusi con gli atei, i razionalisti, i relativisti, insomma con quanti attenterebbero all'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa.
Personalmente non vedo nulla di male che talvolta, e su alcuni temi, alcuni credenti ed alcuni atei si ritrovino a dire la stessa cosa: fondamentali principi costituzionali e importanti battaglie per i diritti civili si sono affermati proprio grazie all'incontro tra culture diverse. Ma questa volta gli evangelici – più uniti e univoci che su altri temi – hanno cercato di dire qualcosa di diverso proprio a partire dalla loro fede. Sostanzialmente hanno provato ad affermare tre idee.
La prima: la croce di Cristo è un simbolo fondamentale della fede cristiana e non è una bandiera dell'identità occidentale, della democrazia o dell'Unione europea. Da cristiani, in altre parole, hanno affermato che il posto naturale della croce è nelle nostre coscienze e non sulle pareti delle aule; ridurla a simbolo di una religione civile, oltre che paradossale, annulla e ridicolizza il suo significato teologico.
La seconda: come cittadini hanno ribadito che gli spazi pubblici siano appunto “pubblici”, che cioè debbano esprimere l'idea di una comunità civile che non discrimina e non esclude sulla base dell'appartenenza etnica, del genere o della religione.
La terza: come cittadini e come credenti hanno rivendicato il valore del pluralismo di diverse tradizioni culturali e spirituali che hanno tutte il diritto di esprimersi nello spazio pubblico. Non sono cristiani delle catacombe e anche loro vogliono, invece, “gridare dai tetti” la Verità di cui sono testimoni. Ma proprio perché amano la libertà sanno di dover rispettare e tutelare anche quella degli altri. Non è relativismo, è coscienza del valore e della ricchezza del pluralismo proprio di ogni democrazia.
Questo è quello che hanno cercato di dire. E che evidentemente non sono riusciti a comunicare.
via fedevangelica.it
Posted via web from ideeali
venerdì 13 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
Eluana, la verità | L'espresso
Eluana, la verità
di Tommaso CernoLa giovane aveva subito 'un danno irreversibile'. I risultati della perizia encefalica sgombrano ogni dubbio. E chiudono la porta alle polemicheEluana non poteva risvegliarsi. No, sarebbe rimasta per sempre prigioniera nelle tenebre del suo stato vegetativo persistente. La miracolosa ripresa che in molti hanno teorizzato, alla tv e sui giornali, non era possibile. Almeno non per la scienza. Ora si sa. Già quella notte del gennaio 1992, quando sbandò con l'auto sul ghiaccio tornando da una festa fra amici, Eluana subì un "danno irreversibile". Non sono più gli avvocati della famiglia Englaro ad affermarlo. E non sono i medici che l'hanno presa in cura per 17 anni a mostrare diagnosi tutte concordi nel confermare che non ci fossero speranze. Stavolta a dircelo è proprio lei, Eluana Englaro. Con l'unico, tragico messaggio che il suo cervello di ragazza, diventata donna senza saperlo, ha potuto trasmetterci dopo lo schianto. Parla attraverso gli esami encefalici, l'ulteriore indagine disposta a maggio dalla Procura di Udine per sgombrare ogni dubbio sulla morte del 9 febbraio alla clinica La Quiete. Dopo cinque mesi la perizia è pronta. Mette d'accordo tutti: i neurologi incaricati Fabrizio Tagliavini, primario al Carlo Besta di Milano, e Raffaele De Caro, docente all'Università di Padova; i periti di parte, Stefano Pizzolitto e Felice Giangaspero; così come gli esperti della Procura friulana guidati da Carlo Moreschi. La relazione finale sarà consegnata in questi giorni al procuratore capo Antonio Biancardi. Ma l'ultimo incontro a Padova ha scandagliato tutto: lesioni, atrofie, danni al talamo, al corpo calloso, ai due emisferi. Una miriade di paroloni medico-legali che confermano una semplice e drammatica verità: "I danni neuropatologici osservati sono morfologicamente irreversibili", rivela a 'L'espresso' chi quegli esami li ha condotti e studiati. Vuol dire che quel cervello non poteva guarire. E che Eluana non poteva riemergere dal suo stato vegetale, smentendo così scienziati, giuristi, sacerdoti e onorevoli che giuravano il contrario. Il premier Berlusconi in testa. È l'ultimo tassello di una storia che ha spaccato l'Italia, infiammato lo scontro fra governo e Quirinale, riaperto la ferita fra laici e cattolici. Un documento che va a sommarsi alle migliaia di altre pagine, già nelle mani dei magistrati. Perizie, diagnosi, cartelle cliniche, richieste di ricovero, verbali del Nas e dell'Asl, che dicono tutti la stessa cosa: Eluana era lì, ma non c'era davvero. Non rispondeva al dolore, non percepiva le presenze attorno. Non aveva caldo, né freddo. Mancava solo una cosa. Rispondere alla domanda più importante: c'era o no una luce in fondo a quel tunnel? È su questo aspetto che lo scontro è stato più duro. Le accuse piovute su Amato De Monte, l'anestesista che staccò il sondino, furono pesantissime. L'hanno apostrofato come "boia", accusato di "uccidere una persona cosciente, che poteva riaprire gli occhi da un momento all'altro". Quando Beppino andò per l'ultima volta da sua figlia in Friuli, si trovò di fronte uno striscione gigantesco: "Assassino!". Tutto mentre una tenda bianca impediva ai fotografi di profanare la stanza di Eluana. Il neurologo Gianluigi Gigli parlò di "persona dal corpo resistente, che non ha mai avuto bisogno di farmaci particolari". Senza mai averla visitata. E quando le prescrizioni ne elencano a bizzeffe, somministrati per anni: Dintoina, Pantopan, Supradyn, Adalat, Ciproxin, Norvasc. Giuliano Dolce, anche lui medico, vide Eluana a Lecco e spiegò che "alcune funzioni restavano, in particolare la deglutizione". Un'eventualità negata dalle stesse suore misericordine che l'accudirono dal 1994. Berlusconi si spinse a ipotizzare che potesse "generare un figlio, in uno stato vegetativo che potrebbe variare, come diverse volte si è visto". Il ministro Angelino Alfano dichiarò che era "morta per sentenza", perché quella donna in fondo stava bene. Nulla di tutto questo trova più conferme. Né nel diario clinico degli ultimi giorni trascorsi a Udine o nell'autopsia di febbraio, e neppure adesso negli esami dell'encefalo. Benché non possano trattare le funzioni vitali di Eluana, essendo eseguiti dopo la morte, studiano l'entità dei danni morfologici. E da quelle analisi giunge una seconda, importante conferma. La situazione del cervello era "coerente con lo stato vegetativo persistente". Fin dal primo giorno, dal ricovero in terapia intensiva il 18 gennaio 1992, con la diagnosi di "coma e paraplegia in trauma cranico midollare". Così è stato sempre, anche quando aveva ripreso a respirare senza le macchine. Durante gli anni trascorsi all'istituto Beato Luigi Talamoni, e dopo l'arrivo a Udine, lo scorso 3 febbraio, nella stanza isolata e protetta che avrebbe ospitato il suo ultimo viaggio. Come dicono le carte, era un corpo vuoto. Una prigione, appunto, come ha ripetuto papà Beppino, convinto che sua figlia non avrebbe mai accettato quelle terapie, e pronto a rispettare la promessa che le aveva fatto quando uno dei più cari amici di Eluana finì in un letto di ospedale, con un sondino nello stomaco, immobile come un vegetale: "Papà, promettimi che se capitasse a me, tu mi libererai".(12 novembre 2009)Pagina 1 di 2
Posted via web from ideeali
venerdì 6 novembre 2009
SUL CROCEFISSO IN AULA (e varie) da Incontri di "Fine Settimana" | rassegna stampa
Rassegna stampa
Cliccando sul titolo dell'articolo, ne viene visualizzato (quando disponibile) il testo.
Gli articoli sono memorizzati nel formato PDF, pertanto per leggerli occorre avere installato sul proprio computer un programma apposito, come Adobe Reader, che si può scaricare cliccando sull'immagine sottostante.Scegliere la visualizzazione: per data di inserimento (ultima settimana) --- per data di inserimento (divisa per mesi) --- per autore
6 novembre 2009
- Meno bugie più Vangelo di Enzo Mazzi in il manifesto del 6 novembre 2009
"Non risulta per niente vero che è consentito vedere nella croce il simbolo della prevalenza dell'amore sul potere, come sostiene un teologo alla moda come Vito Mancuso (la Repubblica di ieri 4 novembre). Tutti i movimenti popolari rivoluzionari animati dal Vangelo che hanno visto nella croce il segno della liberazione storica e non solo della redenzione sacrificale trascendente sono stati repressi spesso nel sangue." "«meno croce e più Vangelo» valeva anche nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso"
- Il Concordato crocifisso di Massimo Faggioli in Europa del 6 novembre 2009
"A chi vuole argomentare la difesa del crocifisso col Concordato, non si può non richiamare un immortale aforisma di Carl Schmitt, ripubblicato nel 2005 in Un giurista davanti a se stesso: «Nel Vangelo il Cristo muore per la sua pena; oggi stipulerebbe invece un Concordato con i suoi aguzzini». Ai teologi di corte e (per parafrasare Franz Overbeck) ai «friseur della parrucca teologica» dell'Italia berlusconiana non resta che scegliere tra il Crocifisso e il Concordato.
- Il crocifisso? Non lo ricordo di Aldo Maria Valli in Europa del 6 novembre 2009
"Sinceramente non ricordo se nelle aule scolastiche che ho frequentato, tutte di scuole statali, ci fosse o meno il crocifisso.,,,"
- Quei cattolici in fila alle primarie di Angelo Bertani in Europa del 6 novembre 2009
"chi sono i cattolici e che cosa sta loro a cuore? (...) Quelli che difendono il crocifisso come simbolo della tradizione occidentale contro gli invasori islamici, o quelli che lo considerano l'esempio di Colui che ha dato la vita per gli altri? Anche per il Pd si pone una domanda: di quali cattolici cercare il consenso? I cattolici credenti e coerenti sono molto più numerosi di quanto si creda, anche se più umili e meno chiassosi...."
- La cancelliera, die Lutherin (e il papa tedesco) di Massimo Faggioli in www.rivistailmulino.it del 5 novembre 2009 (sotto la lente)
"Per gli osservatori di cose ecumeniche, è quasi ovvio vedere divaricarsi sempre più le strade delle due maggiori Chiese del vecchio continente. La Chiesa cattolica di papa Benedetto XVI tratta coi lefebvriani, lancia un'indagine contro la teologia liberal delle suore americane e apre all'ala più tradizionalista della Comunione Anglicana; la chiesa luterana affida a un vescovo donna il compito di ricostruire i ponti, anche verso la Chiesa cattolica, che dieci anni fa sembravano così solidi"5 novembre 2009
- Crocefisso, non tutto è diritto di Raniero La Valle in Liberazione del 5 novembre 2009
"La sentenza è ineccepibile: una volta investita del caso, la Corte non poteva che decidere così... Ma mi dispiace che... ci sia una gara per dire che il crocefisso andrebbe mantenuto perché avrebbe cessato di essere un simbolo religioso, e sarebbe invece "un simbolo della storia e della cultura italiane", "dell'identità italiana"... Questa posizione è infatti atea, ma è devota, e tende a lucrare i benefici della religione come religione civile. E io dico la verità: se il Crocefisso diventasse la bandiera di un'identità, di un nazionalismo, di un razzismo, di una lotta religiosa... e cessasse di essere la memoria di un Dio che si è fatto uomo... e che "avendo amato i suoi fino alla fine" ha accettato dai suoi carnefici la sorte delle vittime, e continua a salire su tutti i patiboli innalzati dal potere, dal danaro e dalla guerra, allora io non vorrei più vedere un crocefisso in vita mia."
- Il patto del crocifisso Il Vaticano «apprezza» il governo italiano di Fulvio Fania in Liberazione del 5 novembre 2009
"la gerarchia preferisce mettere in secondo piano il carattere religioso di quel simbolo, anteponendone il "valore culturale" o di identità italiana ed europea. Un'operazione che viene duramente contestata dalle altre comunità cristiane... «Grande spazio all'inquietudine dei cattolici - denunciano gli evangelici - nessuna attenzione invece al plauso dei protestanti» per una sentenza che è giudicata positivamente dalla moderatora valdese Maria Bonafede, dalla presidente dell'Unione battista Anna Maffei e dall'Alleanza evangelica italiana."
- No, laicità non significa togliere il crocefisso, simbolo d'amore di Aurelio Mancuso in gli Altri del 5 novembre 2009
"So che mi attirerò le ire di tante e di tanti, ma trovo la polemica sul crocefisso inutile, sopra le righe e soprattutto ipocrita... Mi permetto di rilevare che la sottrazione di quel simbolo non sarebbe oggi una vittoria della libertà sulle visioni autoritarie, ma sarebbe interpretato dai più come un protervo gesto di violenza culturale... Strappare il crocefisso da quei muri... significa offendere non Dio, ma l'amore che milioni di italiani hanno nei confronti di questo simbolo di genuina pietas."
- Crocifisso, "Noi Siamo Chiesa": La fede si vive nelle coscienze di Vittorio Bellavite in www.noisiamochiesa.org del 5 novembre 2009
"Non ci si rassegna al superamento di una cultura della cristianità. L'ostilità alla sentenza della Corte di Strasburgo è la conseguenza di questo atteggiamento generale... Il crocefisso è un simbolo religioso... Come simbolo (improprio) dell'identità e della cultura nazionale esso viene usato strumentalmente da tutta la destra miscredente (quella degli atei devoti e di quelli che adorano il Dio Po) e da quella cristiana fondamentalista. Il Vaticano e la CEI non riescono ad avere una posizione più equilibrata... anzi, contribuiscono ad alimentare rivendicazioni e acide polemiche."
- Le Comunità Cristiane di base: Meno croce e più Vangelo di Comunità Cristiane di base in MicroMega-online del 4 novembre 2009
"Sappiamo di essere controcorrente perché la maturazione della società, della realtà religiosa e della politica sul tema della laicità è un percorso lungo e conflittuale. Ma non siamo affatto soli. "Meno croce e più Vangelo" valeva nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. Meno croce e più Vangelo valeva per un cattolico come Mario Gozzini, il senatore della legge sulla umanizzazione del carcere"
- La scuola del crocefisso di Lidia Ravera in l'Unità del 5 novembre 2009
"Insomma, sgombriamo il cuore e la mente dal cumulo di gravi problemi che ci attanagliano e discutiamo, alla radio, in tivù, su tutti i giornali del tema più urgente, scottante, ammaliante: bisogna staccare il crocefisso dal muro dietro la cattedra oppure no? ... Stacchiamolo e facciamola finita. Abbiamo ben altro per la testa!"
- Il crocifisso, i giudici e Natalia Ginzburg di Giuseppe Fiorentino e Francesco M. Valiante in L'Osservatore Romano del 5 novembre 2009
"la sentenza della Corte di Strasburgo, con l'intento di voler tutelare i diritti dell'uomo, finisce per mettere in discussione le radici sulle quali quegli stessi diritti si fondano, disconoscendo l'importanza del ruolo della religione - e in particolare del cristianesimo - nella costruzione dell'identità europea e nell'affermazione della centralità dell'uomo nella società."
- Crocifisso braccio di ferro inutile di Gian Enrico Rusconi in La Stampa del 5 novembre 2009
"Questo conflitto investe in profondità convinzioni ed emozioni... Va respinta con energia l'accusa che chi... vorrebbe rimuovere dallo spazio pubblico scolastico il segno della fede cristiana è una persona intollerante... Lo stesso vale per l'accusa di rinnegare la tradizione popolare nazionale... Il fondo della contraddizione è toccato dai leghisti che da una parte contestano e sbeffeggiano l'identità nazionale, e dall'altro difendono il crocifisso nelle scuole come simbolo intoccabile di tale identità... La vera novità è non eludere il problema, parlarne in modo responsabile e pacato..."
- Quel richiamo all'amore vale per l'intera umanità di Vito Mancuso in la Repubblica del 5 novembre 2009
"Dietro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo vi è la preoccupazione in sé legittima di tutelare la libertà, in particolare la libertà religiosa dei bambini che potrebbe venir minacciata dalla presenza di un crocifisso nelle aule scolastiche. In realtà vi sono precisi motivi che rivelano l'infondatezza di tale preoccupazione, e mostrano al contrario che dal crocifisso scaturisce uno sprone all'esercizio della libertà in modo giusto e coraggioso."
- "Rappresenta la laicità di Gesù" intervista a Massimo Cacciari a cura di Carlo Brambilla in la Repubblica del 5 novembre 2009
"Massimo Cacciari è irritato dalle polemiche di questi giorni sui crocifissi nelle scuole. Fosse per lui non andrebbero tolti da nessuna parte. Al contrario «andrebbero piuttosto messi dappertutto, se qualcuno sapesse davvero cosa vuol dire il crocifisso...» «...è un segno di straordinaria accoglienza, di straordinaria donazione di sé»."
- Bertone: l'Europa lascia solo le zucche di Halloween di Orazio La Rocca in la Repubblica del 5 novembre 2009
"Sulla sentenza della Corte di Strasburgo, che condanna l'Italia a togliere i crocifissi dalle scuole pubbliche, spira aria di rivolta anti europea."
- La carica dei sindaci-crociati "E noi li distribuiamo in piazza" di Paolo Griseri in la Repubblica del 5 novembre 2009
"L'epicentro dello scontro è Abano Terme, dove risiede la famiglia italo-finlandese che con la sua protesta ha causato il pronunciamento di Strasburgo... il sindaco leghista del vicino paese di Cittadella: «Suggerisco al sindaco di Abano di revocare la residenza alla famiglia italo finlandese...». In tutto questo frastuono di minacce e spacconate a difesa dei simboli, stona l'invito di don Antonio, parroco di Abano che indica nello stile di vita e nell'esempio il fondamento del cristianesimo e sintetizza: «Protesta chi il Crocifisso non lo ha dentro». Ma nell'Italia che sembra la Vandea, la sua è una voce che grida nel deserto."
- In croce di Agostino Paravicini Bagliani in la Repubblica del 5 novembre 2009
"La croce è un simbolo conosciuto da molte civiltà, dalla Cina all'Egitto, dall'Asia all'Africa. Perché è un simbolo dell'asse del mondo... Se nell'arte cristiana la rappresentazione della croce occupa un posto preminente, la sua storia non fu affatto lineare... fu a lungo simbolo di potenza e di gloria e come tale accompagnò l'affermazione storica del Cristianesimo a Roma... diventerà anche l'elemento centrale della rappresentazione iconografica dell'opposizione... tra la chiesa cristiana e il giudaismo... servì anche ad accompagnare la riconquista della Spagna araba, le crociate e ben altre lotte anche di natura politica... Il segno della croce fu però anche usato per superstizione..."
- Wojtyla, Gorbaciov e la caduta del muro di Joaquim Navarro Valls in la Repubblica del 5 novembre 2009
"Il Berliner Mauer è caduto proprio vent'anni fa, esattamente il 9 novembre del 1989... È sempre singolare costatare come la considerazione degli avvenimenti cambi nel tempo... La mia generazione si era talmente abituata all'Europa divisa in blocchi... Aver vissuto la parabola del Novecento, con le sue crudeltà e i suoi paradossi, rendeva, tutto sommato, abbastanza naturale tollerare la contraddizione di quella barriera nel cuore della Germania e al centro dell'Europa..."4 novembre 2009
- Un leader "uniter". Non per i cattolici di Massimo Faggioli in Europa del 4 novembre 2009
"le aspettative dei cattolici americani dalla presidenza Obama sono quanto mai esigenti e divergenti. Ma le fratture non sono solo interne alla chiesa americana. La rapida successione tra il "caso Notre Dame" e la visita resa da Obama a Benedetto XVI il 10 luglio ha anche mostrato alcune fratture tra le posizioni del Vaticano da un lato e dei vescovi americani dall'altro."
- Prova di accecata sentenziosità di Fabrizio D'Agostino in Avvenire del 4 novembre 2009
"il crocifisso è un simbolo universale, non confessionale. Gli spiriti veramente grandi l'hanno sempre compreso: se non tutti credono in Gesù come Cristo, nell'umanità sofferente dell'uomo Gesù, appeso alla croce e che accetta il supplizio, dobbiamo se non credere, almeno avere tutti un profondo rispetto, se non vogliamo ridurre la convivenza tra gli uomini a un mero gioco di forze anonime e crudeli."
- La Croce che non s'impone di Marco Politi in il Fatto quotidiano del 4 novembre 2009
"Da tempo l'Italia pseudo-religiosa della cattiva coscienza, per sfuggire alla questione della laicità delle istituzioni, si è inventata la spiegazione che il crocifisso sia soltanto un simbolo della tradizione italiana, "espressione del suo patrimonio storico e ideale, un incoraggiamento alla bontà e a valori di umanità condivisibili da credenti e non credenti. Non è così...."
- «Sentenza rispettosa delle pluralità culturali» intervista a Chiara Gallini a cura di Iaia Vantaggiato in il manifesto del 4 novembre 2009
"Da antropologa mi è stato possibile constatare che i crocifissi sono quasi del tutto spariti dalle abitazioni" "Sono due chiavi molto diverse, quella del privato e quella del pubblico e quella del pubblico si afferma attraverso atti che sono essenzialmente di natura politica." "mi sembra che chi parla di radici cristiane intenda sotto sotto e in modo mascherato dire radici cattoliche"
- Croce via di Dario Fo in il manifesto del 4 novembre 2009
"...Scandalizza enormemente i cattolici apostolici romani. Ma non i cristiani. Perché ci sono anche i cristiani non apostolici romani che non fanno del predominio del simbolo della croce il loro valore essenziale"
- Il crocifisso e la caccia ai simboli che provoca soltanto danni di Alberto Melloni in Corriere della Sera del 4 novembre 2009
"Dar la caccia ai simboli vuol solo dire ripetere l'esperienza francese (quella che Sarkozy cerca di curare cucendo un «positiva » sulla livrea della laicità) che proibì l'uso del hijab alle scolare, trascinando per equità il divieto d'ostentare il crocifisso per cristiani e cristiane o di portare la kippah per i maschi ebrei. Un atto che suonò odioso così come suona odioso quello di «togliere» il crocifisso là dove sta da decenni senza danni e, a giudicare dall'odio per l'altro e dal disprezzo del povero che ci bagna le caviglie, senza frutti visibili."
- Nessuna legge lo prevede di Michele Ainis in La Stampa del 4 novembre 2009
"ieri la Corte di Strasburgo ha messo nero su bianco un elenco di ovvietà. Primo: il crocifisso è un simbolo religioso, non politico o sportivo. Secondo: questo simbolo identifica una precisa religione, una soltanto. Terzo: dunque la sua esposizione obbligatoria nelle scuole fa violenza a chi coltiva una diversa fede, o altrimenti a chi non ne ha nessuna. Quarto: la supremazia di una confessione religiosa sulle altre offende a propria volta la libertà di religione, nonché il principio di laicità delle istituzioni pubbliche... Ma nessuna legge della Repubblica italiana impone il crocifisso nelle scuole... Quest'obbligo si conserva viceversa in regolamenti e circolari risalenti agli Anni Venti..."
- La battaglia su un simbolo di Stefano Rodotà in la Repubblica del 4 novembre 2009
"Questa sentenza ci porta verso un'Europa più ricca, verso un'Italia in cui si rafforzano le condizioni della convivenza tra diversi, dove acquista pienezza quel diritto all'educazione dei genitori che i cattolici rivendicano, ma che deve valere per tutti. Libera anche il mondo cattolico da argomentazioni strumentali che, pur di salvare quella presenza sui muri delle scuole, riducevano il simbolo drammatico della morte di Cristo a una icona culturale"
- Il cardinale Kasper ai credenti: "Non dormite, alzate la voce" intervista a Walter Kasper a cura di Gian Guido Vecchi in Corriere della Sera del 4 novembre 2009
"«La laicità è legittima, viviamo in una società pluralista nella quale convivono diverse fedi e idee, dobbiamo avere tolleranza e rispetto verso gli altri. Questa decisione, tuttavia, è molto strana, non esprime laicità ma ideologia... voler togliere il crocifisso è intollerante». Non c'è anche una responsabilità di chi ha stravolto e usato la Croce come un segno «contro» gli altri? «È vero, spesso nella storia è stata usata in questo modo. Ma non credo che oggi nessuno possa intenderla così. No, ciò che resta dopo aver tolto i simboli è il vuoto.»"
- La condanna del cardinal Re "Sentenza che lascia sgomenti" intervista a Giovanni Battista Re a cura di Orazio La Rocca in la Repubblica del 4 novembre 2009
"«Il crocifisso è il segno di un Dio che ama l'uomo fino a dare la sua vita per lui. E' un Dio che ci educa all'amore, alla attenzione per ogni uomo, specialmente il più debole ed indifeso, e al rispetto verso gli altri, anche verso coloro i quali appartengono a culture o religioni diverse. Come non condividere un simbolo così pieno di senso e di significato che ogni uomo di buona volontà in coscienza non può non capire e accettare?»."
- Da Merkel a Blair, Ratzinger "chiama" i big cattolici di Orazio La Rocca in la Repubblica
"il prossimo anno Benedetto XVI convocherà in Vaticano un grande meeting internazionale di politici cattolici col dichiarato scopo di rilanciare le istanze care alla Chiesa nelle programmazioni politico-amministrative (famiglia, difesa della vita, radici cristiane, scuola, bioetica)... episodi come la sentenza contro il crocifisso nelle scuole pubbliche italiane sono destinati... a dare una ulteriore accelerata organizzativa all'evento."
- La fuga dall'occidente alla ricerca dell'altro di Umberto Galimberti in la Repubblica del 4 novembre 2009
"Alla base [delle ricerche di Claude Lévi-Strauss]... c'è un continuo ed estenuante interrogarsi sul senso e sul destino della civiltà occidentale, delle sue credenze e dei suoi valori, tutti imperniati su quell'orgoglio eurocentrico incapace di percepire e di comprendere l'esistenza dell'Altro, non semplicemente teorizzata a livello filosofico, ma toccata concretamente con mano nella forma di altri popoli, altre culture, altre civiltà."
- Tettamanzi: l'etica antidoto alla crisi nella nuova economia di Sergio Bocconi in Corriere della Sera del 4 novembre 2009
"«Questa crisi sta colpendo con violenza, ma dobbiamo pure considerare attentamente quanto più disastroso avrebbe potuto esserne l'effetto se tante persone non avessero agito in modo retto». Così ieri sera il cardinale Dionigi Tettamanzi ha concluso le riflessioni sull'enciclica «Caritas in veritate»"... Franco Debenedetti: "«Nell'enciclica manca una corretta comprensione del mercato». «Attribuire la crisi al mancato rispetto di valori etici e pretendere che rispettarli la eviti in futuro significa offrire l'illusione di una falsa medicina»."
- Testi religiosi, a Milano il primo archivio del mondo di Armando Torno in Corriere della Sera del 4 novembre 2009
"L'archivio di Julien Ries, il più grande studioso delle religioni vivente, professore emerito all'Università di Lovanio, è stato donato alla Cattolica di Milano... al nome di Ries è legata la nascita di una nuova disciplina: l'antropologia del sacro (o antropologia simbolica)... In queste sue carte, che invano la Sorbona, Oxford, Cambridge, la stessa Lovanio e le massime università americane hanno cercato di avere, vi sono carteggi inediti con Eliade, Dumézil, Girard, De Lubac, tanto per citarne alcuni."
- Crisi: i vescovi mettono in guardia contro "una tentazione di chiusura", specialmente verso gli immigrati di Stéphanie Le Bars in Le Monde del 4 novembre 2009 (nostra traduzione)
Francia "I vescovi riceveranno Jacques Barrot, vice presidente della Commissione europea, per parlare delle politiche migratorie. Nel corso della settimana lavoreranno sulla visibilità della Chiesa, sul posto dei laici nell'istituzione e sul riordino delle parrocchie."
- Il cardinal Vingt-Trois invita i cristiani ad impegnarsi nella società di Isabelle de Gaulmyn in La Croix del 4 novembre 2009 (nostra traduzione)
All'apertura dell'Assemblea plenaria d'autunno dei vescovi francesi, il presidente della Conferenza episcopale francese ha evocato ieri le conseguenze tragiche della crisi economica e invitato il governo a rispettare i diritti degli immigrati. "Con tale discorso, il cardinal Vingt-Trois pone a suo modo il problema della visibilità della Chiesa cattolica in Francia" E a proposito del dibattito sull'identità nazionale, un vescovo spiegava: "Non c'è identità senza relazione, senza apertura all'altro, mentre oggi ciascuno ha la tendenza a intendere l'identità come una chiusura - del resto succede anche all'interno della Chiesa."
- "Siamo chiamati ad una vera riforma della nostra pratica sociale" di André Vingt-Trois in La Croix del 4 novembre 2009 (nostra traduzione)
Estratti del discorso del cardinale, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, per l'apertura dell'Assemblea plenaria d'autunno a Lourdes.
- Diminuisce l'influenza della Francia in Vaticano? di François-Xavier Maigre in La Croix del 4 novembre 2009 (nostra traduzione)
"Secondo un rapporto della commissione del gruppo di studio dell'Assemblée Nationale (Camera dei deputati francese) sulle relazioni con la Santa Sede, pubblicato lunedì, la Francia conserva "dei legami stretti" con il Vaticano, ed una "vicinanza" su certi problemi, ma la sua influenza sarebbe "in netta diminuzione"."3 novembre 2009
- La Chiesa e la spina nel fianco della Moratti di Giuseppe Caruso in il Fatto quotidiano del 3 novembre 2009
don Gino Rigoldi: “Mi hanno chiamato spesso cattocomunista o cappellano rosso” “ma è inutile rispondere, lo fanno per isolarti. Capisco bene lo sfogo di monsignor Bottoni, ma penso che l’unica cosa da fare sia continuare nella propria opera, senza polemizzare con chi non aspetta altro”
- Deriva della democrazia. Appello agli uomini di buona volontà di mons. Gianfranco Bottoni del 2 novembre 2009
Ecco il testo integrale del discorso tenuto da mons. Bottoni il 1 novembre a Milano. “La memoria dei morti qui, al Campo della Gloria, esige che ci interroghiamo sempre su come abbiamo raccolto l’eredità spirituale che Caduti e Combattenti per la Liberazione ci hanno lasciato.” “Di questo degrado che indebolisce la democrazia dobbiamo sentirci tutti corresponsabili; nessuno è esente da colpe, neppure le istituzioni religiose.” “Fascismo di ieri e populismo di oggi sono fenomeni storicamente differenti, ma hanno in comune la necessità di disfarsi di tutto ciò che è democratico, ritenuto ingombro inutile e avverso.” “ dinanzi alla storia - e, per chi crede, dinanzi a Dio - avete la responsabilità di fermare l’eutanasia della Repubblica democratica. L’appello è invito a dialogare al di là della dialettica e conflittualità politica, a unirvi nel difendere e rilanciare la democrazia nei suoi fondamenti costituzionali”
- «La democrazia muore». Il monsignore attacca e si apre un caso a Milano di Alberto Senes in Corriere della Sera del 2 novembre 2009
«Stiamo assistendo a una morte lenta e indolore della democrazia. Un’eutanasia della Repubblica nata dall’antifascismo». Dai duecento ex partigiani riuniti al Cimitero Maggiore di Milano per il ricordo dei Martiri della Resistenza scatta l’applauso più lungo. Dal palco sta parlando un monsignore. È Gianfranco Bottoni, responsabile per la Curia milanese dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso
- Chiesa e laici di Giancarla Codrignani in Koinonia del novembre 2009
Sulla bella rivista "koinonia" un intervento sul tema del laici nella chiesa. "io credo che la grandezza del Concilio sia stata soprattutto quella di aver riportato la Chiesa non solo alle sue origini, ma alla continuità della sua verità. Gli “ordini”, infatti, per definizione si sclerotizzano e si consolidano in tradizioni che coprono realmente un “potere”. Per questo credo anche che tra i peccati di omissione ci sia da collocare, per i laici, il mancato riconoscimento della propria funzione."
- Cattolici ribelli, lontani da Roma di Alberto Melloni in Corriere della Sera del 3 novembre 2009
“basta viaggiare dentro la Chiesa cattolica per rendersi conto che chi chiama tradizione la nostalgia per l’anticaglia e restaurazione ciò che costa, parla di sé e non della realtà: in quella ci accompagna ora Lo scisma , il dotto reportage di Riccardo Chiaberge, in uscita per Longanesi”
- Colpevole di troppo vangelo. La curia di Firenze rimuove don Alessandro Santoro di Valerio Gigante in Adista n. 111 del 7 novembre 2009 (Notizie)
“parroco rimosso, matrimonio nullo. Nullo, forse, per le leggi della Chiesa. Infatti, come lo stesso don Santoro aveva ricordato rivolgendosi a Sandra e Fortunato durante l’omelia, nessun provvedimento della Curia avrebbe potuto cambiare la realtà, perché “voi siete una coppia di credenti che vive nella Chiesa il suo essere coppia e questo il Dio della Vita benedice e accarezza”2 novembre 2009
- I protestanti vogliono farsi sentire di più di Jacques Fortier in Le Monde del 2 novembre 2009 (nostra traduzione)
"Era una scommessa: organizzare nella capitale dell'Alsazia per tre giorni una specie di Kirchentag alla francese, tipo i grandi raduni di Chiese dei protestanti tedeschi. Il primo "Protestants en fête"... è stato un successo. Circa 15 000 credenti, venuti da tutta la Francia e appartenenti a tutte le sensibilità protestanti (luterani, riformati, evangelici) hanno risposto all'invito."
- Protestanti in festa, vetrina della solidarietà di Céline Hoyeau in La Croix del 2 novembre 2009 (nostra traduzione)
""Protestants en fête", primo raduno della galassia protestante francese... ha visto affluire più di 10000 fedeli a Strasburgo questo fine settimana. Da place Kléber alla palestra Jean-Sturm, il "Villaggio delle solidarietà" ha riunito 35 associazioni, da quelle più "missionarie" a quelle più "umanitarie", segni dell'impegno storico e multiforme dei protestanti nella società."
- L'artigiano di un protestantesimo libero di Céline Hoyeau in La Croix del 2 novembre 2009 (nostra traduzione)
Francia, protestantesimo. "Pastore nella Drôme per sette anni, confrontato con un protestantesimo rurale "agonizzante", poi, dal 2001, in una parrocchia del centro di Lione, il temple du Change, [Samuel Amédro] riconosce di essere debitore di questo dinamismo missionario agli incontri da lui avuti in ambiente evangelico. Gli avventisti e i membri della Chiese del risveglio, con cui ha collaborato quando era presidente della Commissione giovani, e la comunità congolese della sua parrocchia attuale lo hanno smosso... "una volta superato il disorientamento!", precisa.
- "Una distinzione chiara tra la sfera religiosa e quella della cittadinanza" intervista a Olivier Roy a cura di Bruno Bouvet in La Croix del 2 novembre 2009 (nostra traduzione)
Francia, dibattito sull'identità nazionale "Con l'islam oggi si assiste allo stesso fenomeno che con il cattolicesimo nel XIX secolo. Quest'ultimo ha combattuto a lungo prima di assumere la propria autonomia rispetto alla sfera politica. È stato necessario un secolo perché la Chiesa accettasse la separazione dallo Stato. Oggi, i musulmani europei fanno una distinzione chiara tra la sfera religiosa e la sfera della cittadinanza, anche se questo assume forme diverse a seconda delle correnti, liberali, laiche o fondamentaliste."
- Don Santoro: «Obbedisco a Betori, ma mi sento umiliato» di Antonella Mollica in Corriere Fiorentino del 2 novembre 2009
«Umiliato, profondamente umiliato, devastato da questa umiliazione. Ma obbedirò al vescovo. Perché lo faccio? Non lo so neppure io, forse per l’amore smisurato che ho per la mia gente. Preferisco farmi da parte piuttosto che trascinare con me quindici anni di storia con voi contro un gigante invincibile»
- All'aperto, in 1500 per la messa di Santoro di Simona Poli in la Repubblica del 2 novembre 2009 (Firenze)
“«Uno dei pochi bravi santi, Ireneo di Lione, diceva che "la gloria di Dio è l´uomo vivente", oggi la gloria di Dio è la raccolta dei vostri visi»”
- L’ultima messa di don Santoro «Esiliato dalla Curia gigante invincibile» di Osvaldo Sabato in l'Unità del 2 novembre 2009
«Posso ancora celebrare messa ma non ho più un popolo: è di questo che sono stato privato» afferma il parroco nella messa di ieri
- Magris: "L´Italia scivola mi fa paura il populismo" intervista a Claudio Magris a cura di Alessandra Longo in la Repubblica del 2 novembre 2009
“ mi chiedo come si possa non rimanere esterrefatti di fronte ad un presidente del consiglio che dà vita ad una scena così. Qui non c´entrano la vita privata, le vicende personali, sulle quali non direi mai nulla. Non è un fatto moralmente grave, è semplicemente un´indecenza” “«Un po´ sì. "Vendere il mantello e acquistare una spada", dice il Vangelo (Luca, 22, 36)»
- L'archivio di don De Luca di Gianfranco Ravasi in Il Sole 24 Ore del 1 novembre 2009
"Don De Luca è stato un protagonista del dialogo tra cultura religiosa e laica, non esitando ad avventurarsi anche nel terreno della politica, ove gli scontri allora erano, sì, aspri ma di alto tenore ideale. Quel sacerdote era, però, soprattutto un eccezionale studioso di fenomeni culturali, uno dei quali era l'ambito della religiosità popolare e colta, un campo scarsamente dissodato... l'"Archivio italiano per la storia della pietà" ... ha continuato a vivere anche dopo la sua morte e... è giunto ora al suo ventesimo volume... Le pagine... si allargano a orizzonti... ampi dai quali vengono fatte emergere... figure emblematiche."
- Il Vaticano e la frattura del 1938 di Emma Fattorini in Il Sole 24 Ore del 1 novembre 2009
"La prossima settimana esce il nuovo libro dello storico gesuita Giovanni Sale, Le leggi razziali in Italia e il Vaticano (Jaca book, Milano, pagg. 320, € 28,00), con un'ampia raccolta di documenti inediti e un saggio introduttivo di Emma Fattorini, che qui in parte anticipiamo."
- Barbe rivelatrici di Sergio Luzzatto in Il Sole 24 Ore del 1 novembre 2009
"Firpo e Biferali associano le rispettive competenze per ricostruire i dilemmi della vita religiosa italiana attraverso l'arte pontificia, passando in rassegna le opere più significative che i papi abbiano commissionato a Roma durante i decenni centrali del Cinquecento... Nell'impossibilità di rendere conto di tutto ciò, noi ci limiteremo a due ritratti di papi, e a due barbe."
- Santi naufraghi sulla «navicula» di Massimo Firpo e Fabrizio Biferali in Il Sole 24 Ore del 1 novembre 2009
La barca di Pietro salvata da Cristo nella tempesta è un tema ricorrente nell'arte della Controriforma. "Dopo una lunghissima crisi morale, religiosa e politica, la Chiesa tornava a presentarsi come mater et magistra, come credibile e necessario veicolo di salvezza, come centro propulsore di un cattolicesimo privo di incertezze, fondato su una «absolutist ideology» e sul retto sentire di cui si nutriva, proteso alla conquista dei nuovi mondi e alla riconquista della vecchia Europa, sulle cui sanguinose frontiere confessionali si accingeva a combattere con rinnovato orgoglio le sue battaglie apologetiche e controversistiche."1 novembre 2009
- La preghiera del cardinale e quella di un laico di Eugenio Scalfari in la Repubblica del 1 novembre 2009
"Lei, carissimo cardinale Martini, ha un amplissimo mantello di compassione, di passione per gli altri. Col suo mantello ricopre anche me talvolta come il mio può ricoprire anche lei. Per questo la Nera Signora non ci spaventa. È per questo sia lei che io sentiamo nel cuore il messaggio che incita all'amore del prossimo. A lei lo invia il suo Dio e il Cristo che si è incarnato; a me lo manda Gesù, nato a Nazareth o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l'amore prevalse sul potere."
- Vivere per sempre di Elena Dusi in la Repubblica del 1 novembre 2009
"Se ad allungarci la vita nell'ultimo secolo e mezzo sono stati igiene, riduzione delle malattie infantili e progressi della medicina, ad accorciarcela in futuro potrebbe essere l'obesità. Nella nebbia del perché un uomo invecchia e muore, i ricercatori infatti sono riusciti ad afferrare un nesso d'acciaio: quello che lega cibo e vita... Alimentazione e consumo energetico si abbracciano a un livello molto più profondo, influenzando la velocità del metabolismo e forse il ritmo del logorio del corpo."
- Volontà divina e orgoglio umano di Vito Mancuso in la Repubblica del 1 novembre 2009
"Non ci sono dubbi che vivere a lungo sia bello, ma non è il vivere a lungo a definire l'essere uomo, bensì la libertà. Il vero uomo è l'uomo libero, libero anche da se stesso e dai suoi interessi immediati, e che per questo è in grado di spendersi a favore del bene e della giustizia, senza temere, quando è il caso, di rischiare per questo la vita fisica... Rosario Livatino... Dietrich Bonhoeffer... Etty Hillesum... sono solo tre esempi di uomini che hanno raggiunto la pienezza della vita nell'impegno per il bene e la giustizia, protagonisti di una vita molto più ricca di chi semplicemente mira a rimanere qui il più a lungo possibile."
- Santi, la nostra famiglia allargata di Enzo Bianchi in Avvenire del 1 novembre 2009
“La festa di tutti i santi è un memoriale dell’autunno glorioso della chiesa, è la festa contro la solitudine, contro ogni isolamento che affligge il cuore dell’uomo. Se non ci fossero i santi, se non credessimo la comunione dei santi, saremmo davvero chiusi in una solitudine disperata e disperante… In questo giorno noi dovremmo cantare: «Non siamo soli, siamo una comunione vivente!»”
- La fiducia (in calo) dei cattolici nella Chiesa di Filippo Gentiloni in il manifesto del 1 novembre 2009
"Le cifre delle statistiche sono certamente discutibili, ma è innegabile che all’interno della chiesa si stia diffondendo un certo dissenso, proprio fra i cattolici più convinti."
- Il coro gay e le due facce della chiesa di Andrea Boraschi in l'Unità del 1 novembre 2009
“In entrambe le vicende c’è una Chiesa fatta di relazioni umane, di accoglienza, di non discriminazione, di tolleranza; e c’è una Chiesa severa, gerarchica, dottrinale e autoritaria. Quest’ultima mostra i tratti della più cupa omofobia. Fino – e, si badi!, non è davvero un cavillo - a rifiutare la possibilità di matrimonio a una signora che per la legge italiana non è un omosessuale, non è un “trans”: è una donna.”
- Lettera ai vescovi di Francia di Christine Pedotti e Anne Soupa in www.comitedelajupe.fr del 29 ottobre 2009 (nostra traduzione)
"Abbiamo il cuore pieno di speranza, pensiamo che sia il momento. Vediamo ogni giorno delle persone alzarsi in piedi e sperare con noi. Non aspettano che siano altri a far muovere le cose. Si alzano loro per farlo. Ce lo dicono senza sosta; la loro passione, è che il Vangelo sia annunciato. Non vi chiediamo quasi niente... ma un po' più del beneficio del dubbio... un po' più della giurisprudenza Gamaliel: "se la loro opera viene dagli uomini, si distruggerà da sola; ma se veramente viene da Dio, non riuscirete a distruggerla". Vi chiediamo la vostra benevolenza, in fondo, la vostra benedizione. Non uccidente sul nascere ciò che chiede di crescere, sono tenere e fragili le opere che cominciano, hanno bisogno degli altri, hanno bisogno di tutti."
- Colorare i muri portanti della lotta contro la mafia di Luigi Ciotti in Avvenire del 1 novembre 2009
"Con le sue case risistemate, le sue botteghe artigiane animate da curdi, eritrei, somali, Riace è diventata un modello di accoglienza dei rifugiati e di sviluppo del territorio. Un modello che funziona e proprio per questo infastidisce. Nel tempo non sono infatti mancati gli avvertimenti, le intimidazioni anche pesanti contro un'esperienza forte, che nel suo crescere testimonia non solo che cambiare si può, ma che l'impegno di tutti sa produrre libertà e futuro."
- Non si uccidono così anche i morti? di Enzo Bianchi in La Stampa del 1 novembre 2009
Attuale processo di occultamento di esorcizzazione e di dimenticanza della morte, insieme celata e spettacolarizzata. “Quando rinnoviamo l’amore per i nostri cari che sono morti, noi vinciamo la morte perché rinnoviamo una relazione vitale, mentre essere immemori dei morti e sgomenti di fronte alla propria morte significa non essere realmente e autenticamente persone vive. L’amore ci fa sentire nemica la morte, ma l’amore per chi è morto ci può parlare della vita.”31 ottobre 2009
- La teologia africana di Élodie Maurot in La Croix del 31 ottobre 2009 (nostra traduzione)
"La teologia africana ha una storia ancora giovane... L'indomani del Vaticano II, si sviluppa una corrente attorno ad una "teologia africana della liberazione", che denuncia l'emarginazione del continente nero e la sua oppressione... I teologi del continente... tentano di metterle [le difficoltà] a beneficio di un lavoro intellettuale che non si limiti alle parole. "Vivendo giorno per giorno la sofferenza dell'Africa, abbiamo uno sguardo teologico diverso rispetto a quello dell'Occidente."... Il sinodo per l'Africa appena terminato dà loro un nuovo slancio, anche se certi teologi promettenti... non sono stati invitati al banco degli esperti a Roma."
- Ebrei e cristiani oggi di Armand Abécassis in La Croix del 31 ottobre 2009 (nostra traduzione)
"Non lasciamo crollare - per nostra indifferenza, nostri pregiudizi e nostra colpa - il fragile edificio di comprensione e di stima costruito dopo la Shoah. Le nostre radici sono anteriori alla nostra divisione in due alleanze diverse, necessarie entrambe a far vivere la santità nel mondo.Il nostro dialogo deve servire da paradigma a tutti gli altri dialoghi religiosi e perfino politici."
- Libero da tutto, eccetto che da Gesù Cristo di Gaston Piétri in La Croix del 31 ottobre 2009 (nostra traduzione)
"Ai cristiani, occorrerebbe la libertà che offre il Vangelo per prendere decisioni in maniera conseguente e, se esercitano un'azione politica a qualsiasi livello, per manifestare la loro determinazione fino all'interno delle correnti e delle formazioni che hanno la loro preferenza. "Il Vangelo non è neutro", si è detto. Non è attraverso un raggruppamento qualsiasi tra cristiani nella vita pubblica, ma attraverso la qualità della nostra presenza in mezzo a tutti, che il Vangelo mostrerà la sua fecondità."
- La direzione di "Avvenire" a Marco Tarquinio Nel solco di Boffo di Roberto Monteforte in l'Unità del 31 ottobre 2009
"Alla guida di Avvenire dovrebbe essere confermato l'attuale vicedirettore... Si è lavorato a lungo per definire il profilo dei possibili candidati. Si è riflettuto sulla strategia di comunicazione più efficace per i media cattolici. Sinergie comprese... Chi deciderà sul rapporto con la politica e le istituzioni, compreso Palazzo Chigi? "Avvenire" deve essere la voce dell'intero mondo cattolico o puntare al "giornale-partito" che marca l'identità cattolica nella società? Sono i nodi del "dopo Ruini". Le posizioni sono diverse anche nell'episcopato. Se ne avrà la misura nella prossima assemblea generale."
- Italia libera indivisa e laica di Stefano Rodotà in l'Unità del 31 ottobre 2009
"la storia e molte aspre cronache di questi mesi sembrano allontanarci da questa idea di laicità costitutiva del comune tessuto democratico, dando spazio quasi esclusivo all'antica laicità oppositiva, ad una contrapposizione radicale tra laici e cattolici. Da questa situazione si può uscire se, nel confronto pubblico, nessuno si pretende portatore di verità, di valori «non negoziabili»... se vogliamo usare ancora lo schema laici/cattolici, guardiamo alla grande ricchezza del mondo cattolico, le cui posizioni spesso divergono da quelle delle gerarchie vaticane, e anche alle debolezze di un mondo laico troppe volte incapace di comprendere che la difesa di alcune posizioni coincide con le ragioni stesse della democrazia."
- La preghiera fragile dei vecchi vicini a Dio di Carlo Maria Martini in la Repubblica del 31 ottobre 2009
"Mi pare che si possa parlare in due modi della preghiera dell'anziano. Si può considerare l'anziano nella sua crescente debolezza e fragilità, secondo la descrizione metaforica (ed elegante) del Qohèlet... Ma la preghiera dell'anziano potrebbe anche essere considerata la preghiera di qualcuno che ha raggiunto una certa sintesi interiore tra messaggio cristiano e vita, tra fede e quotidianità... Mi pare che possano emergere tre aspetti: un'insistenza sulla preghiera di ringraziamento; uno sguardo di carattere sintetico sulla propria vita ed esperienza; infine una forma di preghiera più contemplativa e affettiva, una prevalenza della preghiera vocale sulla preghiera mentale."
- L'ultima trincea della vita di Vito Mancuso in la Repubblica del 31 ottobre 2009
"«beati coloro che riescono a leggere il proprio vissuto come un dono di Dio», cioè come dotato di senso, di logicità, di sincerità, di rettitudine. Pregare è pensare al senso della vita, scriveva Wittgenstein; pregare è pensare con riconoscenza e con gioia alla storia della propria vita, aggiunge il cardinal Martini. Felice quindi chi ha lavorato su di sé per essere in grado di coltivare questi sentimenti, essendo diventato così libero dal proprio ego da poter dire grazie alla vita anche al cospetto della fine cui il proprio ego inevitabilmente va incontro."30 ottobre 2009
- Willaime: "Le Chiese protestanti sono attraversate da profonde divisioni" intervista a Jean-Paul Willaime a cura di Stéphanie Le Bars in Le Monde del 31 ottobre 2009 (nostra traduzione)
"C'è una diversità strutturale che risale al XVI secolo! Solo che oggi tale diversità diventa più visibile attraverso un polo luterano-riformato e un mondo evangelico-pentecostale anch'esso molto diversificato. Piuttosto che di frammentazione, parlerei di un'identità protestante plurale, evidentemente non esente da tensioni e da conflitti."
- Giustificazione senza papa di Fulvio Ferrario in Riforma n. 41 del 30 ottobre 2009 (settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdesi)
Tempi bui per l' ecumenismo; il punto di vista dei protestanti italiani. L’accettazione della dottrina biblica della giustificazione per grazia mediante la fede non ha avuto conseguenze ecclesiologiche, tutto è come prima, anzi un po’ peggio: “poche settimane dopo Augusta, Roma ha solennemente bandito una bolla sulle indulgenze, in occasione del giubileo. Lo stupore, a mio parere, era fuori luogo. Cristo elargisce la grazia e il papa l’amministra: semplificando un po’, il nucleo della teologia romana è questo e dunque c’è poco da stracciarsi le vesti....” “ Non credo però che dobbiamo preoccuparci di quello che pensa Roma, bensì di noi stessi”
- "Sei troppo nero per lavorare con noi" di Maria Teresa Martinengo in La Stampa del 30 ottobre 2009
"«Ho detto sì, ho dato il curriculum al mio amico: funzionava e così mi sono presentato. Ma il proprietario, come mi ha visto, ha cominciato a dire "Mi spiace, non abbiamo più bisogno". E così via... Forse, visto che il mio nome è arabo, avevano pensato che fossi marocchino: una gradazione di colore ancora accettabile...»... «In Francia ero un essere umano come i bianchi, con cuore e sentimenti uguali. Qui la gente ti offende senza motivo.»"
- "Ovuli e sperma dalle staminali presto bimbi senza uomo e donna" di Enrico Franceschini in la Repubblica del 30 ottobre 2009
"Per il momento, occorre precisare, gli scienziati della Stanford University autori della ricerca non hanno alcuna intenzione di "giocare a fare Dio" e concepire neonati sui vetrini di un laboratorio utilizzando cellule geneticamente modificate. L'obiettivo dichiarato della dottoressa Renee Rejio Pera, che ha guidato la ricerca, è semplicemente quello di capire come crescono spermatozoi ed ovociti, e quindi migliorare le tecniche per curare l'infertilità."
- "Passo fondamentale per battere la sterilità" intervista a Carlo Flamigni a cura di Maria Corbi in La Stampa del 30 ottobre 2009
"«Questo primo successo è molto significativo... E' la strada per consentire di avere figli a donne in menopausa precoce o uomini, per esempio, castrati da cure antitumorali... La Chiesa condanna certamente questa tecnica in quanto usa cellule embrionali. Ma condannerà anche l'uso di cellule mature... perché si offende la dignità della procreazione, nella mancata coincidenza tra vita sessuale e riproduzione»."
- "La fabbrica dell'uomo fa arretrare la civiltà" intervista a Remo Bodei a cura di Giacomo Galeazzi in La Stampa del 30 ottobre 2009
"«Bisogna distinguere la scienza (che fa ricerca e va lasciata libera) dalla tecnologia, cioè dalle applicazioni su cui ragionare in base a codici etici e criteri di convenienza politica... La Chiesa ha messo la vita al centro a scapito di altre questioni e ha diritto di farsi sentire. Il problema sono i politici che senza crederci si mettono in mezzo per scopi elettorali svilendo la religione... lo Stato deve garantire l'interesse generale senza imporre ai cittadini di altra fede precetti che diventano legge»."
- "Un passo decisivo ma la vera riproduzione resta un processo oscuro" intervista a Giuseppe Novelli a cura di Elena Dusi in la Repubblica del 30 ottobre 2009
"«Da quelle cellule germinali non potrà mai nascere un bambino... La natura ha impiegato 400 milioni di anni a rendere efficiente la riproduzione sessuale, evidentemente le cose non sono così semplici»... «Lo studio di Stanford è uno studio di genetica. Molti casi di infertilità hanno origine nei geni... Solo così potremmo fare diagnosi precise ed eventualmente trovare delle cure»."
- "Moralmente inaccettabile è una deriva pericolosa per l'intero genere umano" intervista a Elio Sgreccia a cura di Orazio La Rocca in la Repubblica del 30 ottobre 2009
"«Purtroppo è un crinale pericoloso. Abbiamo già visto quante discutibili tecniche sono state già varate per far fronte all'infertilità come uteri in prestito o scambi di ovuli... È una strada pericolosa invisa agli stessi scienziati»"
- La Chiesa: sì a cremazione ma niente ceneri al vento di Marco Politi in la Repubblica del 30 ottobre 2009
"I vescovi temono il diffondersi di uno spirito neo-pagano, in cui l'atto di gettare al vento le ceneri rappresenti simbolicamente un'unione dei resti del defunto con la «grande anima» della Madre-Terra. All'opposto la pratica di tenersi in casa l'urna, per molti presuli significa una privatizzazione e in fondo una banalizzazione dell'antico rito di accompagnare il defunto al «camposanto», rito collettivo che esprime il senso di una comunità dei morti unita intorno alla croce come la comunità dei vivi. Un teologo come Enzo Bianchi è ancora più drastico: «feticismo» è a suo parere la voglia di tenersi l'urna in famiglia."
- Hillary per la libertà religiosa ma il diritto di espressione resta di Marco Ventura in Corriere della Sera del 30 ottobre 2009
“Hillary Clinton chiarisce che gli Usa contrastano il tentativo di blindare l’Islam in nome della non diffamazione della religione: l’Amministrazione Obama sta per «l’energica difesa tanto della libertà d’espressione quanto della libertà religiosa». È per questo che è così prudente con chi viola entrambe? “
- Lettera aperta a don Alessandro Santoro di Tonio Dell'Olio in micromega-online del 29 ottobre 2009
“L’augurio è che il tempo di riflessione e preghiera, che sembra esserti ingiunto come una punizione, possa divenire tempo di Dio per tutti. Anche per il vescovo della tua chiesa locale e per tutti coloro che si sentono parte della comunità cristiana e che rischiano ancora di ritrovarsi in mano le pietre destinate all’adultera e sono sordi all’invito del Maestro”
- A messa alle Piagge di Pierluigi Sullo in il manifesto del 30 ottobre 2009
“...Perciò domenica prossima dovrò, dopo tanti decenni, andare a messa. Colpa di Alessandro, accidenti a lui, che officerà la sua ultima funzione alle Piagge. Sono certo che, atei o credenti, saremo moltissimi.”
- Quel deliberato stravolgimento del cammino ecumenico di editoriale av in Avvenire del 29 ottobre 2009
Proponiamo modi diversi di informare i propri lettori sull'apertura di Benedetto XVI agli anglicani tradizionalisti e sulla aspra polemica tra Küng e Osservatore Romano: quello del giornale cattolico italiano “Avvenire” nell'editoriale riportato sia nel sito che sul quotidiano, quello del giornale cattolico francese “La Croix” (nel sito riporta una sintesi degli interventi di Küng e di Vian mentre sul quotidiano dà la parola agli anglicani che vivono in Francia) , e quello del settimanale dell'arcivescovado di Friburgo. Da una parte si esalta lo straordinario evento ecclesiale ed ecumenico dall'altra non si nascondono aspetti molto problematici. Sono modi diversi di informare e di intendere l'ecumenismo.
- Gli anglicani francesi si interrogano sull'apertura di Roma di Nicolas Cézar in La Croix del 30 ottobre 2009 (nostra traduzione)
"Se la decisione del Vaticano di aprire le porte ai “dissidenti anglicani” ha ingenerato un certo turbamento in Inghilterra, altrettanto non lascia indifferenti i numerosi fedeli di questa confessione che vivono in Dordogne."
- Dibattito tra Hans Küng e Roma sulla mano tesa agli anglicani di Nicolas Senèze in www.la-croix.com del 29 ottobre 2009 (nostra traduzione)
sintesi degli interventi di Hans Kueng e del direttore dell'Osservatore Romano Vian
- Oggetto di negoziato di Klaus Nientiedt in Konradsblatt n. 44 del 1 novembre 2009 (nostra traduzione)
"La Chiesa cattolica interviene pesantemente nelle tensioni e discussioni interne della comunità anglicana... Perfino il celibato dei preti diventa improvvisamente oggetto di negoziato... Se si aggiunge il fatto che si svolgono in questi giorni le discussioni con la Fraternità sacerdotale San Pio X, si rafforza l'impressione che la Chiesa cattolica si mostri oltremisura aperta nei confronti di coloro che incontrano maggiori o minori difficoltà nell'accettare evoluzioni moderne nella Chiesa cristiana. E come la mettiamo con l'apertura rispetto agli altri?"-->
-->
Posted via web from ideeali
Iscriviti a:
Post (Atom)

